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Vannacci: spaccatura in Futuro Nazionale, chi dice addio
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Vannacci: spaccatura in Futuro Nazionale, chi dice addio

Roberto Vannacci discute con la mano alzata ad un evento di Futuro Nazionale

Problematiche per Futuro Nazionale e Roberto Vannacci: alcuni esponenti del partito in Calabria hanno deciso di dire addio. Ecco perché.

Non solo la polemica che ha coinvolto persino i missionari a Napoli, Roberto Vannacci e Futuro Nazionale stanno vivendo un momento delicato. Nello specifico, nelle ultime ore, in Calabria si è verificato un “molteplice addio” di alcuni esponenti con tanto di motivazioni esplicitate in un lungo comunicato stampa.

Roberto Vannacci accanto al logo di Futuro Nazionale
Roberto Vannacci – newsmondo.it

Vannacci, spaccatura in Futuro Nazionale

Sembra aprirsi una profonda frattura all’interno di Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci. In provincia di Cosenza, alcuni esponenti locali hanno annunciato l’uscita definitiva dal progetto politico, dopo una prima fase di autosospensione. Una decisione condivisa da Eugenio Salerno, referente del comitato di Castrovillari, Simona Russo (Cosenza), Francesca Rosito (Morano Calabro), Gianfranco Groccia (Spezzano Albanese), Vincenzo Borrelli (Altomonte) e Gaetano Falabella, cofondatore del comitato di Francavilla Marittima.

La scelta, spiegano i diretti interessati, è “collettiva e ponderata” e non nasce da contrasti personali. A determinare la rottura sarebbero state, piuttosto, profonde divergenze sul funzionamento interno, sulle modalità organizzative e sulle scelte politiche del movimento.

Le ragioni dell’addio

Nella nota diffusa per comunicare l’addio, i sei contestano un sistema che, a loro giudizio, starebbe riproponendo meccanismi tipici della “vecchia politica”. Nel mirino finiscono le decisioni prese dall’alto, la limitata partecipazione degli iscritti e la progressiva distanza dai territori. Anche la linea politica viene giudicata inadeguata, perché considerata “troppo estrema e distante da un centrodestra moderno, equilibrato e responsabile”.

Le critiche riguardano anche la gestione regionale e alcune scelte organizzative riconducibili a Domenico Furgiuele. In particolare, i fuoriusciti chiedono spiegazioni sugli incarichi di responsabilità assegnati a Catanzaro. “Non si può contestare agli avversari il ricorso a logiche familiari e poi evitare di rispondere alle stesse domande quando riguardano il proprio movimento”, si legge.

Nel documento vengono richiamate anche le recenti polemiche di Vannacci contro il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro, in occasione delle elezioni suppletive di Reggio Calabria.

Proprio nei confronti di Occhiuto, i sei rivendicano un atteggiamento di rispetto istituzionale, riconoscendogli “l’impegno e la responsabilità” nello svolgimento del proprio incarico e invitando a privilegiare il confronto sui programmi e sui risultati.

L’uscita da Futuro Nazionale, precisano, non significa abbandonare l’impegno politico. “Continueremo a credere in un centrodestra serio, concreto e senza estremismi. La coerenza, per noi, viene prima dell’appartenenza”.

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ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2026 13:03

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